5 giugno – VOTA BURLANDO

La campagna elettorale volge inesorabilmente al termine, non utilizzo slogan e simili, lo hanno già fatto in tanti, forse troppi, vi lascio semplicemente i 3 punti del mio Programma elettorale, nel caso non aveste avuto occasione di leggerlo in questi giorni. Avete una notte per riflettere e decidere se domani scrivere il mio nome, perchè, questa volta lo dovete fare, non è sufficiente la croce sulla lista.

In caso fossi io la vostra candidata: MUNICIPIO 5 – SCHEDA VERDE – “Beppe Sala, Noi Milano” – BURLANDO

GRAZIE!

  1. UN QUARTIERE PER TUTTI E CON TUTTI

Negli ultimi anni il DNA di Milano è stato completamente stravolto grazie anche ad un’Amministrazione Comunale, che ha attuato scelte politiche innovative, spinte dal basso, contraddistinte da una connotazione inclusiva e non esclusiva. Infatti, oggi Milano è la 1° città in Italia in fatto di “Sharing Economy” con 10.000 utenti quotidiani di Bike sharing  e 2.000 di Car sharing. Ci sono oltre 60 spazi di Co-working registrati ed è stato presentato il 1° Libro Bianco di Milano sull’Innovazione Sociale. I traguardi raggiunti sono stati importanti, Milano, negli anni della crisi, ha investito energie e risorse per migliorare ed estendere l’assistenza rispondendo con misure estremamente concrete ad un periodo difficilissimo. Ma c’è ancora da fare per creare un welfare in grado di generare un sviluppo economico, civile e culturale sostenibile e duraturo.

Nei prossimi 5 anni mi impegnerei per un quartiere:

per tutti e con tutti“: questo per me significa trovare nuove idee per sviluppare ulteriormente le politiche di innovazione sociale, grazie soprattutto alla collaborazione e al contributo dei singoli cittadini. La partecipazione sarà per me di importanza fondamentale per un welfare, che veda la società e le persone i veri attori nella costruzione di un sistema integrato fra pubblico e privato;

dalla visione “in orizzontale“: ovvero una visione che valorizzi più senso sociale e crei politiche di sharing economy anche per i soggetti più deboli e sia in grado di arrivare nelle periferie;

Changemaker“: ovvero i cittadini dovranno essere i protagonisti del cambiamento collaborando attivamente con i nuovi artigiani 2.0. Obiettivo: sviluppare tecnologie che migliorino e facilitino la nostra vita nel quartiere. Sarà necessario creare delle sinergie con l’Università, i centri di ricerca e le imprese, perchè non dimentichiamo un aspetto fondamentale: l’innovazione crea nuove opportunità di lavoro. E la creazione di lavoro resta uno dei punti cardini della nostra lista.

  1. UN QUARTIERE ACCESSIBILE

Il termine “accessibile” ha per me duplice valenza: accessibile inteso come “semplice” e accessibile inteso come “facilmente raggiungibile”. In questa doppia logica, le mie idee per rendere il quartiere più accessibile.

Più comunicazione” fra Pubblico e Privato: Vorrei favorire la partecipazione dei cittadini alle iniziative organizzate nella nostra zona e ai progetti in corso attraverso una maggiore comunicazione fra il Municipio e i singoli. Anche a livello di Programma vorrei parlare con i diversi portatori di interessi – residenti, commercianti, ragazzi, etc. – per valutare i principali problemi e trovare delle soluzioni, che trovino un benestare il più possibile condiviso. Questo aspetto, inoltre, si inserisce perfettamente nella nuova istituzione “Municipio” e relativa riforma, che, in tempi si spera rapidi, dovrebbe implementare il processo di delega. Inoltre la prospettiva da qui ai prossimi 5 anni è proprio quella di snellire la macchina burocratica e sviluppare degli strumenti di partecipazione dei cittadini.

Basta barriere architettoniche“: questo è un punto del mio Programma a cui tengo particolarmente, perchè trovo assurdo vivere in una città dove manca quasi totalmente l’attenzione verso coloro, che hanno una mobilità limitata. Il discorso è ampio e tocca categorie di persone molto diverse: gli anziani, i disabili, le mamme con le carrozzelle e i passeggini. Sono consapevole che non si potrà abbattere e ricostruire, ma vorrei che: le strade venissero sistemate laddove si trovano notevoli sconnessioni nella pavimentazione oltre che venissero eliminate tutte quelle buche, che rappresentano dei veri pericoli per gli anziani che camminano con i bastoni. Argomento Marciapiedi: vorrei migliorare le pendenze e aumentare il numero degli scivoli e, soprattutto, posizionarli in maniera intelligente, utile ed utilizzabile. Sempre sul tema scivoli vorrei proporre di ridurre quel tot che i negozi devono pagare per mettere la pedana (è pazzesco, ma è a pagamento) ad oggi, infatti, quasi nessun negozio ne è dotato.  Un’altra cosa utile, che vorrei, è aumentare il numero di rastrelliere per le biciclette, in questo modo, infatti, si eviterebbero i parcheggi selvaggi sui marciapiedi, che, in questo modo, sarebbero più “accessibili” per coloro che hanno limitate capacità motorie.

 

  1. “RIGENERIAMO” IL QUARTIERE

Gli spazi dismessi e inutilizzati, le aree marginali e periferiche, l’ex scalo ferroviario di Porta Romana rappresentano un enorme patrimonio immobilizzato per promuovere creatività, innovazione, socialità, oltre che rivitalizzare pezzi di città. La possibilità di dare nuova vita a questi luoghi dà l’occasione a tutti noi di cambiare la dimensione sociale del territorio dove essi si trovano in maniera legale e non in seguito a episodi di appropriazione e occupazione. Sul modello del caso di B42 – da fortino della droga a “Palazzo Mondo” –  vorrei continuare il percorso di quella che viene definita “Rigenerazione urbana” per due diverse funzioni:

  • Sociale: sull’esempio di città come Parigi e di quanto già avvenuto in zona Ticinese queste aree potrebbero essere destinate alla creazione di nuovi Servizi gestiti e realizzati per il Quartiere. Penso alla “Portineria di quartiere”o al “Negozio di quartiere” e addirittura al “Dog Sitter”. Queste attività contribuirebbero a semplificare la vita delle persone, sostenere l’aggregazione e promuovere lo sviluppo di comunità. Inoltre, nel mio Programma considererò gli over 70 un risorsa attiva e non un peso sociale. Vorrei che in questi nuovi spazi di aggregazione/socialità ci fosse un interscambio vero fra nuove e vecchie generazioni: i ragazzi più giovani potrebbero insegnare ai più anziani ad utilizzare internet, le app o i social network, mentre i più anziani potrebbero metter a fattor comune la loro esperienza insegnando tecniche manuali di professioni oggi molto ricercate (artigiano), ma che nessuno è più in grado di fare, oppure fornire il loro supporto per persone svantaggiate. In questo modo tradizione e modernità potrebbero coesistere e dialogare in maniera costruttiva.
  • Creativa: questa secondo funzione, invece, si inserisce nel Progetto Smart Cities che vedrà coinvolta tutta la nostra zona puntando alla creazione di un polo centro di eccellenza tecnologica, mobilità attiva e collettiva a basso impatto, consumo di suolo zero, etc. In quest’ottica gli spazi dismessi dovrebbero essere utilizzati anche per la produzione artistica e culturale.

 

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