Bici legate ai pali=barriere architettoniche….

Buongiorno,

stamattina sfogliando, come di consueto, le pagine dei quotidiani leggo il seguente titolo: “L’assessore Rozza: «Le bici legate ai pali sono barriere architettoniche»” il pezzo continua con un’altra dichiarazione: «Le bici legate ai pali sui marciapiedi sono barriere architettoniche. Bisogna pensare a una razionalizzazione dei parcheggi per le bici e le moto».

Questo avveniva ieri nel corso della presentazione del Peba – Piano di eliminazione delle barriere architettoniche alla commissione Politiche sociali di palazzo Marino – in risposta alle sollecitazioni arrivate da alcuni rappresentanti di associazioni impegnate sul tema della disabilità. Rozza, inoltre, ha ribadito il problema della «depalificazione», ovvero la rimozione di pali e altri manufatti non piu’ utilizzati sui marciapiedi e altri luoghi di passaggio.

Sempre sul tema non poteva mancare l’intervento dell’ex vicesindaco Riccardo De Corato: «L’operazione è complicatissima per le tante norme e complicazioni burocratiche da rispettare, ma ci vogliamo provare». In conclusione pare esserci allo studio un progetto sperimentale che riguarderà anche gli spazi per il parcheggio di moto e bici.

Premesso che sono d’accordo nel trovare degli spazi regolari dove poter parcheggiare bici e scooter onde evitare quei fastidiosi slalom mentre si cammina sul marciapiede, allo stesso tempo, però, mi pongo un’altra domanda: siamo proprio sicuri che un disabile sia in grado di salire su un marciapiede di Milano? O salire su un tram? O andare al cinema? O… e potrei continuare ancora per molto….

Forse farei un passo indietro per cercare di risolvere il problema che sta alla base di una città, che troppo spesso dimentica i meno fortunati, invece di fare i soliti annunci per risolvere dei problemi che rappresentano solo la punta dell’iceberg…….

Qui una definizione di “Barriera architettonica”…per eventuali riflessioni.. “Una barriera architettonica può essere un marciapiede troppo alto, una rampa di scale, un passaggio o un ascensore troppo stretto, impossibili da superare per una persona costretta a muoversi sulla sedia a rotelle o per una mamma con la carrozzina; ma costituisce una barriera architettonica anche la mancanza di segnalazioni che permettono l’orientamento nei luoghi pubblici, evitando fonti di pericolo in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

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